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Dimora storica
Villa La Quiete

Mostra La nascita del giardino

La nascita del giardino di Anna Maria Luisa de' Medici. Disegni e documenti dell'Archivio di Villa La Quiete

Introduzione

Grazie al finanziamento del Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR “Parchi e giardini storici”, nel maggio 2025 il giardino mediceo di Villa La Quiete ha aperto per la prima volta al pubblico.

La mostra nasce nell’ambito delle attività di valorizzazione promosse dall’Università degli Studi di Firenze e dal Sistema Museale di Ateneo, sviluppate parallelamente agli interventi di restauro, e intende raccontare, attraverso documenti d’archivio, disegni, dipinti e oggetti, la storia e la genesi dell’ultimo giardino realizzato dalla dinastia medicea tra il 1724 e il 1727.

Allestita nelle sale dell’appartamento affrescato di Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina, l’esposizione è fornita di schede dei materiali esposti, liberamente consultabili, che consentono di esplorare più da vicino disegni, manoscritti, dipinti e manufatti che, organizzati in sezioni tematiche, illustrano i diversi aspetti del complesso e il progetto concepito dall’Elettrice Palatina per la Quiete nel terzo decennio del XVIII secolo.

 

La storia di Villa La Quiete, dalle sue origini, attraverso la significativa trasformazione intrapresa da Anna Maria Luisa Elettrice Palatina (1667-1743), con la quale si estingue la dinastia dei Medici, è documentata da ricchissimi e dettagliati materiali, conservati integralmente nell’Archivio della villa, grazie al fatto che il Conservatorio che essa ospitò non subì soppressioni o modifiche, quale avvennero in altre istituzioni religiose della Toscana. Fra questi ricordiamo il volume di Ricordi o Annali, in cui furono riportati i principali avvenimenti che interessarono il Conservatorio fra il 1650 e il 1768. A partire dal 1720, oltre all’ingrandimento dell’edificio destinato ad ospitare le stanze della principessa, fu realizzato, secondo il suo volere, un giardino a mezzogiorno dell’edificio, su progetto di Pietro Paolo Giovannozzi, affiancato da vari artisti, fra i quali i due fratelli Gioacchino e Benedetto Fortini, Sigismondo Betti e Taddeo Mazzi. L’impianto vegetale fu diretto dal giardiniere di Boboli Sebastiano Rapi.

La stessa Elettrice contribuì al progetto, in particolare al disegno delle due fontane nel giardino superiore. La mostra inizia con l’immagine di lei come Sant’Anna nell’educazione della Vergine, di Taddeo Mazza e con due dipinti raffiguranti la Temperanza e la Fortezza di Francesco Soderini, che hanno un sicuro riferimento al tema del giardino per le ghirlande dipinte dal valente pittore fiorista napoletano Gasparo Lopez. Documento raro è l’ex-voto argenteo datato 1663 che mostra la villa e il giardino nella forma precedente alla costruzione della chiesa promossa dalla granduchessa Vittoria della Rovere. Nell’archivio sono conservati vari disegni preparatori al progetto del giardino, che qui presentiamo in due varianti, oltre a due raffigurazioni successive alla morte di Anna Maria Luisa (1743), delle quali particolarmente significativa è quella detta della Camarlenga, disegnata dall’importante architetto d’epoca lorenese Bernardo Fallani e datata1782. Questa pianta mostra come il giardino sia giunto fino a noi pressoché inalterato, se si eccettuano le modifiche nella porzione orientale dovute all’ampliamento del Conservatorio iniziato nel 1885. Da questa planimetria e dai numerosi documenti si deduce che il giardino della Quiete avesse avuto una vocazione sia estetica, in particolare nella terrazza superiore destinata ai fiori, sia pratica e produttiva, destinata alla coltivazione di ortaggi, vigne e alberi da frutta nella zona inferiore. Come nel vicinissimo giardino della Villa Medicea di Castello, anche alla Quiete furon raccolti moltissimi agrumi in vaso e a spalliera, destinati al ricovero invernale nella grande Limonaia, della quale presentiamo il progetto originale, anche in questo caso assai vicino alla forma giunta fino a noi. Di grande interesse è anche l’inventario del 1727, qui esposto, nel quale sono menzionate oltre trecento conche di varie grandezze destinate a diverse varietà di agrumi. Viene anche esposto il singolare progetto per la stanza di verzura di forma ottagonale. Lo schizzo per un parterre con piccola fontana al centro, attribuibile alla mano dell’Elettrice, mostra quale fosse il suo sentito interesse per il giardino, nella consapevolezza che sarebbe stato l’ultimo della grande tradizione di famiglia. 

 

Credits

La mostra è a cura di Giorgio Galletti, Daniele Angelotti, Raffaele Niccoli Vallesi

Il progetto di allestimento è di Francesca Mugnai con Brunella Guerra e Riccardo Righini, con la collaborazione di Giada Gorga, Elisa Ienco, Alberto Pampana Biancheri, Simone Pedagna, Francesco Staderini, Davide Vinci, Bianca Vongher, Arianna Zanarini.

Restauro dei disegni: Yoshiko Kondo

 

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