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SMA Sistema Museale di Ateneo
Modelli vegetali in cera

Modelli vegetali in cera

Le collezioni di Botanica possiedono una raccolta di modelli in cera e altri materiali, formata da frutti e ortaggi a grandezza naturale, tavole didattiche con preparati anatomici o patologici e, infine, piante in vaso ospitate in eleganti vasi di porcellana realizzati appositamente nell'antica fabbrica Ginori di Doccia.

La collezione, meno nota di quelle di anatomia umana e comparata e delle cere di Zumbo, è unica al mondo per ricchezza di preparati, esattezza di esecuzione, bellezza artistica. È una raccolta che rende vivo il dialogo tra arte manuale, scienza e disseminazione come azione didattica.

La grande maggioranza dei frutti è costituita da agrumi, così cari alla famiglia Medici, e riprodotti perfettamente nelle loro caratteristiche peculiari di forme, dimensioni e perfino 'mostruosità'.

Le tavole con preparati in cera illustrano, ad esempio, le modalità di riproduzione in una felce o alcune malattie fungine della rosa o dell'uva. Si tratta di vere e proprie 'slide' ante-litteram, realizzate per spiegare come avvengano determinati processi nel mondo delle piante.

Ma è nella collezione delle piante in vaso che la rappresentazione scientifica si è avvalsa della sensibilità artistica dei ceraioli dell'Officina del Museo: colori e tessitura dei petali, foglie delicate o carnose, gocce di nettare sul punto di cadere sono riprodotti con una veridicità tale da illudere chi le osserva di trovarsi di fronte a piante vere.

Parte della collezione è oggetto di una campagna di restauro (Adotta una pianta in cera), con l’obiettivo di riportare i modelli all’antico splendore in vista di una ritrovata esposizione.

Referente della collezione Chiara Nepi

Leggi di più sui modelli vegetali in cera
Nepi, C., I modelli in cera delle piante e delle tavole didattiche
Baldini, E., I modelli pomologici
In: Raffaelli, M. (a cura di), 2009, "Il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze : Le collezioni botaniche", Firenze University Press (pp. 215-235)

 
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