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Museo di Storia Naturale, Antropologia e Etnologia

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Via del Proconsolo 12, Firenze | Mappa

Orario

Il Museo è aperto nei seguenti giorni e orari:

dal martedì alla domenica dalle 9 alle 17
lunedì 1° novembre dalle 9 alle 17

Gli ultimi ingressi sono consentiti un'ora prima della chiusura.
Necessaria la Certificazione verde COVID-19.

Visite guidate
giorni e orari

Giorni di chiusura
: tutti i lunedì (a eccezione del 1° novembre), 1° gennaio, Pasqua, 1° maggio, 15 agosto, 25 dicembre.

Biglietti e accesso

intero: 6€
ridotto: 3€
famiglia 1-2 adulti con massimo 4 bambini: 13€

Ridotto: età compresa tra 6 a 14 anni; oltre i 65 anni; scuole italiane fino alla secondaria di 2° grado con lettera intestata della scuola

Cumulativo valido 3 mesi per Antropologia, Paleontologia e Orto botanico: intero 10€ | ridotto 5€ | famiglia 23€

Visitatori con ingresso gratuito: età inferiore a 6 anni; studenti iscritti alle Università della Toscana (Firenze, Pisa, Normale, Sant'Anna, Siena e Siena per Stranieri); dipendenti dell’Università di Firenze; studenti del programma Erasmus presso le Università della Toscana; studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze; soci ICOM (International Council of Museum) e ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici); persone con disabilità e loro accompagnatori; guide turistiche con iscrizione albo professionale; giornalisti con iscrizione albo professionale; insegnanti e accompagnatori di scolaresche in visita; possessori Edumuseicard.

Il Museo aderisce alla Firenze Card

Il percorso espositivo

Fondato nel 1869 dall’antropologo Paolo Mantegazza, il Museo di Antropologia ed Etnologia perseguiva l’intento di raccogliere le testimonianze della diversità umana: 18 sale espongono prestigiose e ricche collezioni etnografiche, documento di grande importanza delle culture del mondo.

Sono presenti oggetti di ogni tipo che illustrano usi e costumi di vari popoli: abiti, accessori di abbigliamento, ornamenti e gioielli, elementi architettonici, idoli e amuleti, armi da offesa, da difesa e da caccia. E ancora, utensili per la produzione agricola, per la pesca e per la vita domestica, oggetti d’arredo delle abitazioni, strumenti musicali, oggetti liturgici di culti diversi, libri, dipinti e manoscritti. Le più antiche collezioni risalgono al XVI e XVII secolo, provengono dalle raccolte medicee e sono dovute all’interesse della famiglia Medici che collezionava oggetti raffinati provenienti dal Nuovo Mondo.

Spettacolari le testimonianze dall’America Meridionale con i manufatti del popolo dei Tupinanba, in particolare i due mantelli di Ibis Rubra. Rarissimi gli oggetti della cultura Ainu, dall’isola di Hokkaido in Giappone con kimono, gioielli e utensili domestici. Attraggono l’attenzione del visitatore le mummie dal Perù del periodo Inca e, dalla Polinesia, uno spettacolare abito da lutto (Heva). Nella sala della Nuova Guinea ammiriamo colorate maschere da lutto e crani-trofeo. E ancora, testimonianze dall’America del Nord, Lapponia, Siberia , Arcipelago Indonesiano, Corno d’Africa , Sudafrica.

Al piano terra, si trovano le stupende sale dedicate del “Museo Indiano” con le collezioni raccolte e riunite da Angelo De Gubernatis, noto orientalista, durante il suo viaggio in India. Tra i reperti più significativi sono da ricordare una serie di bronzi di significato religioso, alcune formelle in avorio con scene a sfondo erotico provenienti dal trono di Tanjore, varie sculture e frammenti architettonici di templi, giochi, ceramiche, stoffe e tessuti. Notevole anche il ricco archivio fotografico.

Patrimonio del Museo è una collezione di migliaia di fotografie scattate tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, prezioso corredo documentario delle raccolte etnografiche.

In occasione della mostra "Turandot e l'Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba", in corso al Museo del Tessuto di Prato, una vetrina è stata riallestita con un’accurata e inedita selezione di oggetti provenienti dalla Collezione Chini: pregiati costumi in seta con inserti e ricami dal forte valore simbolico; un costume da teatro indossato dalle ballerine del teatro Khon thailandese; alcuni oggetti di uso quotidiano utili per la scenografia; una preziosa Katana giapponese, arma tradizionale dei Samurai.

Ultimo aggiornamento

15.10.2021

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